Prima missione allo Speciality Hospital di Amman

Immagino che le foto e le notizie già pubblicate sulla nostra pagina Facebook siano state molto esaurienti per darvi un’idea dei risultati della nostra prima missione allo Specialty Hospital di Amman.

La nostra scelta è stata motivata dall’attività di cardiochirurgia pediatrica e dall’esperienza del personale medico ed infermieristico di quest’ospedale.

La nostra equipe è, di necessità, molto ridotta e non prevede la presenza di personale infermieristico e di quello addetto alla circolazione extracorporea.

Come ricorderete, oltre al sottoscritto, fanno parte della nostra equipe il cardiochirurgo Duccio di Carlo di Roma e l’anestesista palestinese Hasan Amar a cui va tutta la mia gratitudine per la loro disponibilità e professionalità.

In verità, era prevista la presenza di un intensivista, il Dott Omar Al-Ibrahim, giordano e responsabile dell’unità di terapia intensiva pediatrica dell’università di Buffalo in America che, all’ultimo momento, non è stato in grado di partecipare alla nostra missione.

Abbiamo  accusato la sua assenza in maniera significativa, in considerazione della complessità dei casi operati di cui gli intensivisti locali avevano poca dimistichezza.

Il problema fondamentale che affrontiamo è quello della mancanza di una lista d’attesa dei bambini siriani dei campi profughi e la nostra scelta è di necessità obbligata così come quella di aver accettato di operare due pazienti adulti che, tuttavia, avevano un urgente bisogno della correzione della loro cardiopatia.

Il problema sempre più acuto da affrontare è quello economico in considerazione del costo di una singola missione che, al di là dei biglietti aerei e dell’ospitalità alberghiera, può anche superare i 50 mila euro a seconda della durata dell’ospedalizzazione del singolo paziente.

La mia gratitudine va, perciò, alla vostra generosità e a quella del mio conterraneo Sig. Francesco di Marco presidente di Gift of life, Inc di New York  e dei soci di quella ONG che ringrazio di cuore.

Senza il loro supporto sarebbe stato davvero impossibile portare avanti il nostro progetto.

Desidero ringraziarvi ancora una volta dell’attenzione e dell’affetto con cui seguite le nostre missioni chiedendovi di continuare, come meglio potete, a supportare il nostro progetto.

Un caro saluto,

Giancarlo